venerdì 17 settembre 2010

CATALOGO POSSESSORI VALLI MENAGO - VENETI -

NOMI DEI POSSESSORI DELLE VALLI DEL FIUME MENAGO
Spett. Comunità d'Asparè Mappa 1775

Spett. Comunità d'Asparè Mappa 1775



Asparè, Villa Fontana , Venera, San Zeno, Corno,Legnago, Casalaon, Sustinenza, Vangadizza , Vigo , Legnago, Menà, Candia,Pincara, Villa Marzana , Polesella etc...


Nelle pertinenze di Asparè
Di sotto il Mulino Malaspina
La Comunità stessa
Eredi Lupis
Batta Comincioli
Ven. Chiesa d' Asparè
Nob.: Sig. Co. Marogna
Di Sopra al Molin
S°: Co. Alberto Fratelle Pompei
Spett. Comunità d'Asparè
Mosceni di bergamo
Eredi di Marco Acordi
Rev.do Carlo Fiorio
Sig. Co Giacomo verità
C.ti F.lli Farfusola

Nelle Pertinenze di Villa Fontana.
Nob. Sig. ri Giuseppe Pace.
S. Tosco
S. Co. Noris

by renato de paoli



Nelle pertinenze di Bovolon
Sig. ri Fadini
Cicogna
Salvi
Michieli
Frateli Giberti
Nob Capello
Anna Bovio
Gaioni
Terzi
Bovi
F.lli Bottari
Noris
Peroni
Maverio Terzi
Eredi Co Carlo Verità
Paolo Turi
Co Girolamo Verità
Ven Chiesa Bovolon
Fratelli Montagna
Giuseppe Bussolatto
Narciso Zampieri
Antonio Agustini
Malmignari
Fratelli Grigoli
Requiliano Accordini
Giulia Bottari
eredi Meenera
Evangelista Tebaldi
Baldessar Spolverin
Guaita
Pizzoli
Vicentini

Nelle Pertinenze di Cerea
Spett. le Comunità di Cerea
N.le Valier
F.llli Fusari
Piero Cerea
Domenico Correzolla

venerdì 3 settembre 2010

1797DIPARTIMENTO MELLA - BRESCIA -

La rivolta-provocazione- casus bellis cercato e riuscito dal 17 al 25 aprile 1797  delle Pasque veronesi è stata da Napoleone provocata e soffocata. Quale è la necessità dei Francesi di istituire un dipartimento nella Repubblica Veneta il 1 maggio 1797 quando la Repubblica veneta non è ancora caduta? Cadrà il 12 maggio 1797 con  il Doge Ludovico Manin che abdica a favore di una Municipalità fantoccio nelle mani  di Napoleone. Qual'era il disegno del generale Napoleone I, fin che a Parigi comandava il Direttorio di Barras? Scardinare la giurisdizione della Repubblica Veneta Orientale.Crearsi uno stato "via di fuga per eventuali "impicment " diremo oggi.  Nell'immaginario Mella  assomiglia al menga. "presa in giro".  L'Operazione continua fino ad oggi 2010 con la volontà di sopprimere i Comuni. Si potrebbero sopprimere le Camere di Commercio inventate da napoleone anzichè i millenari comuni. Ma vediamo questo Mella.



Cantone del Mella




1797 maggio 1 - 1798 maggio 4



Istituito per effetto della legge 1 maggio 1797 il cantone comprendeva tra gli altri i comuni di: Bovegno; Brione; Brozzo; Collio S. Colombano e Memmo; Cimmo; Carcina; Concesio; Gardone; Irma e Magno; Inzino; Lodrino; Lumezzane S. Apollonio; Lumezzane Pieve; Marmentino; Marcheno; Magno d’Inzino; Pezzoro; Pezzaze; Polaveno; Cesovo; S. Vigilio; Sarezzo; Tavernole; Villa e Cailina.









Cantone di Garza Occidentale



1797 maggio 1 - 1798 maggio 2



Istituito per effetto della legge 1 maggio 1797, il cantone di Garza Occidentale comprendeva tra gli altri i comuni di: Bovezzo; Caino; Collebeato; Cortine; Nave.









Distretto di Garza Orientale



1798 maggio 2 - 1798 ottobre 12



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 2 maggio 1798 il distretto era contrassegnato dal numero 1 e comprendeva tra gli altri il comune di Nave.











Distretto di Garza Occidentale



1798 maggio 2 - 1798 ottobre 12



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 2 maggio 1798 il distretto era contrassegnato dal numero 2 e comprendeva tra gli altri i comuni di: Caino; Cortine; Bovezzo; Concesio; Collebeato; S. Vigilio.









Distretto delle Armi



1798 maggio 2 - 1798 ottobre 12



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 2 maggio 1798 il distretto era contrassegnato dal numero 17 ed era composto dai seguenti comuni: Gardone; Carcina; Villa, Cailina e Cogozzo; Sarezzo; Lumezzane; S. Apollonio; Inzino; Brozzo; Polaveno; Marcheno; Lodrino; Magno d’Inzino; Cesovo.









Distretto delle Miniere



1798 maggio 2 - 1798 ottobre 12



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 2 maggio 1798 il distretto era contrassegnato dal numero 16 e comprendeva tra gli altri i comuni di: Bovegno; Collio; Lavone; Pezzaze; Irma; Magno d’Irma; Tavernole; Cimmo; Marmentino; Pezzoro.













Distretto delle Armi



1798 ottobre 12 - 1801 maggio 13



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 12 ottobre 1798 il distretto era contrassegnato dal numero XIV ed era composto dai seguenti comuni: Gardone; Collio; Bovegno; Pezzaze; Lavone; Pezzoro; Irma; Marmentino; Magno S. Lorenzo; Cimmo; Tavernole; Brozzo; Cesovo; Marcheno; Magno sopra Inzino; Inzino; Sarezzo con Zanano; Lumezzane, Pieve e S. Apollonio; Villa Cailina e Cogozzo; Carcina; Lodrino; Brione; Polaveno.











Distretto I del Dipartimento del Mella



1801 maggio 13 - 1805 giugno 8



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 13 maggio 1801 il distretto comprendeva tra gli altri i comuni di: Concesio; Bovezzo; Nave e Cortine; Caino; S. Vigilio; Collebeato con Campiani; Gardone; Collio; Bovegno; Pezzaze; Lavone; Pezzoro; Irma; Marmentino; Magno S. Lorenzo; Cimmo; Tavernole; Brozzo; Cesovo; Marcheno; Magno sopra Inzino; Sarezzo con Zanano; Lumezzane Pieve e S. Apollonio; Villa Cailina e Cogozzo; Carcina; Lodrino; Brione; Polaveno; Montechiari; Lonato con Esenta e Venzago; Carpenedolo.













Distretto I del Dipartimento del Mella



1805 giugno 8 - 1810 gennaio 1



Incluso nel dipartimento del Mella per effetto della legge 8 giugno 1805 il distretto era costituito da sette cantoni: tra questi il cantone V di Gardone e il cantone VI di Bovegno.





Cantone I del distretto I di Brescia



1805 giugno 8 - 1810 gennaio 1



Incluso nel distretto I del dipartimento del Mella per effetto della legge 8 giugno 1805 il cantone comprendeva tra gli altri i comuni di: Bovezzo; Caino; Collebeato con Campiani; Concesio; Nave e Cortine.



Cantone II del distretto I di Brescia



1805 giugno 8 - 1810 gennaio 1



Incluso nel distretto I del dipartimento del Mella per effetto della legge 8 giugno 1805 il cantone comprendeva tra gli altri il comune di S. Vigilio.



Cantone V del distretto I di Brescia



1805 giugno 8 - 1810 gennaio 1



Incluso nel distretto I del dipartimento del Mella per effetto della legge 8 giugno 1805 il cantone era composto dai seguenti comuni: Brione; Carcina; Gardone; Inzino con Magno d’Inzino; Lumezzane S. Apollonio; Lumezzane Pieve; Marcheno; Polaveno; Sarezzo; Villa.









Cantone VI del distretto I di Brescia





1805 giugno 8 - 1810 gennaio 1



Incluso nel distretto I del dipartimento del Mella per effetto della legge 8 giugno



1805 il cantone era composto dai seguenti comuni:



Bovegno con Magno S. Lorenzo; Cesovo con Brozzo; Cimmo; Collio;



Irma; Lodrino; Marmentino; Pezzaze; Pezzoro.













Cantone VII del distretto I di Brescia



1810 gennaio 1 - 1816 febbraio 12



In conseguenza delle modifiche apportate alla distrettuazione dei dipartimenti in seguito alle concentrazioni dei comuni del 1 gennaio 1810 il cantone risultò composto dai seguenti comuni: Villa; Sarezzo; Lumezzane Pieve; Lumezzane S. Apollonio; Gardone; Inzino.











Cantone VIII del distretto I di Brescia



1810 gennaio 1 - 1816 febbraio 12



In conseguenza delle modifiche apportate alla distrettuazione dei dipartimenti in seguito alle concentrazioni dei comuni del 1 gennaio 1810 il cantone risultò composto dai seguenti comuni: Brozzo; Cimmo in contrada Tavernole; Pezzaze in contrada Lavone; Bovegno; Collio.





Nel Periodo franco napoleonico a livello istituzionale si attua l’esperienza dei Comuni denominativi (concentrazione e aggregazione tra enti limitrofi); per informazioni in tal senso si rimanda alle schede sulla storia degli enti che compongono l’introduzione ai singoli archivi.

mercoledì 1 settembre 2010

Comune a Sparè Vilafontana Venera Uso teatro Comunale

Comune a Sparè Vilafontana Venera 
Uso teatro Comunale 
 
...........................................
 
Regolamento  per  l’utilizzo del teatro di asparetto da parte di terzi
 
L’Associazione TeatroAperto, in conformità alla convenzione comunale per la gestione del Teatro di Asparetto, mette a disposizione la struttura, nonchè le attrezzature e impianti propri dell’Associazione  -  per l’utilizzo da parte di terzi  -  secondo il presente Regolamento.
 
1.     Chi intende usufruire dei locali del Teatro di Asparetto deve fare richiesta (con adeguato anticipo) all’Associazione Teatro A Sparè to utilizzando il modello predisposto dalla stessa Associazione.
2.     L’associazione Teatro A Sparè to si riserva di formulare il proprio consenso in relazione alle proprie attività.
3.     L’uso è riferito agli ambienti (servizi igienici compresi) strettamente necessari all’attività che si intende svolgere – così come indicato nella richiesta.
4.     Il Teatro può essere usato esclusivamente per attività non di lucro e conformi alle finalità culturali stabilite nello Statuto dell’Associazione Teatro A Sparè to.
5.     Il Teatro è ceduto in uso con la presenza del Tecnico impianti, incaricato dall’Associazione, nel caso si chieda l’uso delle attrezzature e impianti  dell’Associazione.
6.     Se la richiesta non prevede l’utilizzo delle attrezzature e impianti  dell’Associazione, i locali sono dati in uso con la presenza di un incaricato dell’Associazione.
7.     Sono stabiliti i seguenti costi:
Uso del Teatro con supporto del Tecnico impianti :  € 120,00 +  € 50,00 (per pulizie);
Uso del Teatro senza supporto del Tecnico impianti :  € 50,00 (per pulizie).
L’importo è versato all’Associazione al momento della richiesta.
8.     Il Richiedente si assume la responsabilità, nei confronti dell’Associazione, per eventuali danni alla struttura ed alle cose o per incidenti alle persone,  che possano accadere durante l’uso del Teatro.
 
 
  Comune A Sparè Vilafontana Venera
 
MODULO di RICHIESTA
 
Il sottoscritto………………………………………………………………………………………………..
residente in……………………………………via………………………………………………..civ…….
in qualità di…………………………………………………………………………………………………
recapito telefonico………………………………………………………………………………………….
Visto ed accettato il Regolamento sopra riportato,
CHIEDE l’uso del Teatro di Asparetto per le seguenti Attività culturali, non di lucro:
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………
 
per i giorni …………………………………………………………………………………………………….
dalle ore…………………...….......................….. alle ore…………………………………………………….
 
 Si richiede l’uso delle attrezzature e impianti per i quali è prevista la presenza del Tecnico.
 
 NON si chiede l’uso delle attrezzature e impianti per i quali è prevista la presenza del Tecnico.
 
Consegno €…………….. all’incaricato dell’Associazione Sig………………………………………………
 
A Sparè to……………………..                                                                      FIRMA
 
 
 
l’ASSOCIAZIONE  “TEATRO APERTO” autorizza l’uso
 
Firma dell’incaricato …………………………….…………………………................................................
 

mercoledì 28 luglio 2010

INTOCCABILI

A META' DEGLI ANNI OTTANTA LA GIUNTA CAPUZZO AVEVA GIA' DETTO NO ALL'ASPICA DOPO LA MASSICCIA RACCOLTA FIRME POPOLARE DI RENATO DE PAOLI.
INTANTO MONTA LA PROTESTA DELL'IMPRENDITORE DI ASPARETTO A CUI HANNO CHIUSO L'IMPIANTO. IL GIOVANE IMPRENDITORE VELLA TIRA IN BALLO COMUNE DI CEREA , PROVINCIA, WWF E PRESUNTI INTOCCABILI. "ERA L'UNICO CHE LAVORAVA CON UNA CERTA CORRETTEZZA" AFFERMA QUALCUNO " " VOLEVANO TRAFERIRIE IL PERMESSO AD UN'ALTRO E METTERLO NELLA CONDIZIONI DI VENDERE TUTTO" "NON HA PAGATO IL PIZZO" SI CAPISCE DALLLE DICHIARAZIONI ROSSE SCRITTE INTORNO AL CANTIERE IN VIA RONCHIEL SULLA TRADA TRA TARMASSIA CROSARE BOVOLONE - ASPARETTO - SCRITTE CONTRO LO STATO ITALIANO CHE NON GARANTISCE IL RISPETTO NEANCHE DELL'ART. 1 DELLA COSTITUZIONE. C'E' ANCHE UN GRANDE CARTELLONE CHE CITA I PERMESSI E LA DENUNCIA DELL'ATTIVITA'. UNO STATO (QUELLO ITALIANO) CHE PORTA, COME QUELLO NARRATO DA BASSANI, NEL MULINO SU PO, ALL'ESASPERAZIONE DI CHI HA BUONA VOLONTA' E LAVORA CON IMPEGNO E ABNEGAZIONE. NON E' UN CASO ISOLATO MA DA DUECENTO DIECI ANNI I CASI DI VESSAZIONI PEGGIORI NEL QUADRILATERO SUD OVEST - INTERNAZIONALIZZATO DALLE POTENZE STRANIERE CHE VIOLARONO IL DIRITTO INTERNAZIONALE E LA SOVRANITA' DEL POPOLO DELLA ENDOLAGUNA VENETA ( FRANCIA, AUSTRIA, SAVOIA ETC.).

venerdì 23 luglio 2010

MOBILE D'ARTE GIUSEPPE MERLIN 1881 1964 detto BEPO MARCO ASPARETTO E LA PRIMA GRANDE GLORIOSA INEGUAGLIATA "BOTEGA-SCOLA"

 

DOTT ANNA MARIA RONCHIN UNIVERSITA' PADOVA

 

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TRACE LETERE ARTE


ISOLE SPAMPINE' REPVBLICA VENEXA DA MAR


SETE AVE MARI A DRENTO I LIDI DEL BOSCO SACRO ISOLE VENEXIA PALO AVI (ENDOLAGUNA)

Civilta' acua aleata - Insubria - PATRIARCATO DE AQUILEIA -- Isole Sparse - Spampine' - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà) Veronella Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
www.vicenzafoto.it e.mail depaolirenato@gmail.com casella postale 189 , 36100 Vicenza Centrale Italia C.F. 95035170240 PIVA 013186340240 - CCIIAA VICENZA EDAR 26 09 1996 IRAEA 228975 15 o6 1994 codice PROT 0700040595 12/18 ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA' ACUA" RICERCA SCIENTIFICA STORICA ARCHEOLOGICA DEMOETNOANTROPOLOGICA - in convenzione con Associazioni, Comuni, Regione, Stati.
c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli
© Re nato da sparè to Vicenza poeta scritor zercador Veneto spaerso isole paleoalvei Timavo Isonzo Stella Livenza Piave Brenta Bacchiglion Retron, Dugal, Tregnon, Menago, Sanoa, Piganzo, Lavegno , Tion , Tron, Molinella, Tre ven zo, Core zo, Mincio CESE, OIO, ADA, Secia, Panaro, RENO, Po Tartaro Adige Alpon Guà Frassine Bisato Naviglio 2005-04-23

SOMMARIO Show all pages
SCHIZA SU STO STRAMBORO PAR CATAR ALTRE PAGINE
pagina da 1 COMUNICATI a CENSURA http://depaoli.pbwiki.com/AllPages
pagina da CHALLENGER a NEL TEMPO DELLA DEA http://depaoli.pbwiki.com/AllPages?pageID=2
pagina da NERKA a VENETI http://depaoli.pbwiki.com/AllPages?pageID=3
pagina da VENETO a VNIVERSIXA' http://depaoli.pbwiki.com/AllPages?pageID=4


in collaborazione con il corriere della sera



Visualizzazione ingrandita della mappa

MAPPA DI ASPARETTO in collaborazione con comuni d'Italia

ISOLE SPARSE MENAGO ASPARETTO SPARE' ASPARE'

VICINO AL CUORE DELL'ORIGINALE MOBILE D'ARTE: ASPARETTO

Mappa Concamarise

www.cadoro.pt

CONVEGNO DELL'UNIVERSITA' DI PADOVA del 25-26 gennaio 2001

ISTITUZIONI FORMATIVE E AGENTI DI SVILUPPO NELL'ITALIA SETTENTRIONALE (XIX-XX)

IV Sessione, aula A Liviano


TITOLO:

La produzione del mobile d'arte del polo artistico - culturale paleoalveo fluviale Menago

http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
www.cadoro.pt
Vorrei in questa magnifica sede richiamare l'attenzione degli illustri presenti sul polo artistico - culturale , oggetto della presente indagine, si trova a Sud di Verona,descritto da una simbolica spirale, che ha origine ad A-Sparè Isola Sparsa (dell'antica Università colonnello del Paleoalvei Menago ) e si allarga coinvolgendo le Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Fresca, Frescadela, Porte, Ca del Lago, Palesella, Piopazza, Bonavicina, Isolana Bionde "designà" , Farfusola, San Pierin, San Piero in barca con Manubrio, Menà, San Zen , La Madona, Borgo, Brancon, Casele, Campalan, Barabò, a, Minerva - Zenon fino a toccare anche la provincia di Padova con Casale di Scodosia. La scuola Isole Sparse Menago e la sua particolare produzione è quella del mobile d'arte,e in stile che ha fatto immagine a livello internazionale con i suoi 45.000 addetti e che copre il 50% del mobile in stile nazionale.
http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia

http://www.labottegadegliartisti.it/arti.htm

Andrò altresì a trattare la relazione tra arte ed istruzione, delineatasi, in modo evidente, nei centri industrializzati dell'Europa tra Otto e Novecento.
Già i relatori di ieri: Enrico conti, Philippi Savoie e Claudio Zanlorenzi hanno ampiamente analizzato quel fenomeno che integrava l'arte con le nuove divisioni del lavoro e con le potenzialità tecniche della crescente meccanizzazione artistico - culturale di fine Ottocento e inizi Novecento. Nello stesso periodo nelle grandi città europee nascevano gruppi di artisti che rompevano con la tradizione accademica e coniugavano l'arte con la funzionalità dell'oggetto e contribuirono a delineare i caratteri del primo stile veramente nuovo dell'Europa continentale: l'"Art Nouveau" .
La nuova istanza non fu solo quella "edonistica", ma anche quella "funzionale" al nuovo mondo produttivo e commerciale, che necessitava di maestranze tecnicamente preparate e capaci di intervenire sul capitale (macchinari) per renderlo più efficiente e rispondente all'aumento della produzione seriale.
Walter Gropius, ne fu uno dei più significativi ed acuti interpreti, così recita negli intendimenti programmatici dell'Istituto superiore di Weimar che andrà a dirigere dal 1919:

" Il produttore di una merce deve ...preoccuparsi di dare ai suoi prodotti, oltre alle prerogative connesse alla fabbricazione meccanica, anche le preziose qualità del prodotto artigianale."

http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia

L'insegnamento del disegno tecnico, quindi, della conoscenza dei materiali e della "figurazione organica" dovevano influenzare l'artigianato e l'industria, con l'intento principalmente formativo di istruire delle maestranze capaci di trasformare la merce delle aziende in prodotto di qualità.

I centri di formazione, che vengono istituiti in Italia, nascono sotto l'egida di enti religiosi (Salesiani), di società marangoni, bocia, e e di benemeriti privati, in modo così diffuso che necessitarono presto di un coordinamento nazionale, venne così istituita l'"Unione Italiana per l'educazione popolare" , assumendo sempre più un ruolo all'interno degli istituti formativi esistenti.
I Centri che si attivarono per impartire nozioni tecnico-scientifiche ai lavoratori dell'industria e agli apprendisti sono denominati: Scuole di arti e mestieri, di disegno applicato, per industrie specializzate, che non furono giudicate formative, ma di avviamento al lavoro, ne fa testo il fatto che dipendevano dal Reale Ministero dell'Agricoltura e solo nel 1928 passarono alle dipendenze del Ministero dell'Educazione Nazionale.

La Scuola popolare di disegno, del distretto artistico - culturale del mobile d'arte, nasce a Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Frasca, Frescadela, Porte, Ca del Lago, nel 1920 per volontà Giuseppe Merlin (1881-1964).http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
Egli apparteneva a quella classe colta di solide basi civiche ed umane che si impegnava attivamente per migliorare le generali condizioni di miseria in cui versava la popolazione, soprattutto quella rurale, che dovette sopportare i contraccolpi della crisi causata dalla bonifica, spesso costringendo all' emigrazione.
Giuseppe Merlin (1881 1964) ‚ insegnò nella stessa bottega scuola scuola dove nel 1929 iniziano i corsi della Scuola.
A San zen chi vuole trova una scuola di disegno che da lezioni nelle ore serali e domenicali, e sono rivolti ai lavoratori e agli apprendisti fabbri, muratori carpentieri e decoratori.
Il contatto diretto con "la materia" è il cardine dell'apprendimento, molta pratica e la teoria necessaria , del mestiere veniva impartito dallo stesso Giuseppe Merlin (1881 1964) consisteva nel riprodurre copie fedeli di mobili avuti da restaurare provenienti da ville famose, da palazzi notevoli, a volte il restauro comprendeva anche statue provenienti da Venezia o Da Firenze. Alla Bottega Scuola Giuseppe Merlin (1881 1964) lavorarono i figli Vasco e Remo , oltre a molti altri immortalati nella famosa fotografia mitica.http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
Alcuni andarono a fondare una scuola nell'Agro Pontino, dove si trasferìrono nel 1929; poi Olimpio Luigi Ferrarese (1885-1963) diplomato alla Scuola d'Arte di Brera che sostituì il fondatore nella direzione della Scuola Popolare di Disegno dal 1932.
Giuseppe Merlin (1881 1964) possedeva una solida frequentazione e appoggio patrizio che gli consentirono di conoscere l'umanesimo, mosso da quella determinazione che proveniva da convincimenti filosofici e pedagogici idealistici propri della formazione dell' Antica Università Sparsa nelle Isole del Menago.
Insegnamenti poi mutuati dai primi educatori della scuola italiana, ossia della tradizione Medievale e Rinascimentale che dal Cennini al Vasari sosteneva l'alto valore della professione artistica, peraltro fondata dalla centralità del disegno.
Giuseppe Merlin (1881 1964) insegnò lui stesso disegno, ricavando dalla storia dell'arte i caratteri dei diversi stili, soprattutto veneziano, rilevando le decorazioni dei mobili avuti in restauro dai palazzi signorili della Regione con la riproduzione di cimase, di mascheroni, rosoni, che venivano modellati su legno, ad intaglio o intarsio, oppur modellati su gesso o creta.

Nel 1933 viene attuata la legge Daneo-Credaro (1911) con il R.D.786 che trasferì le " scuole di avviamento professionale" comunali o di enti privati alle dipendenze del Ministero dell'Educazione Nazionale .
Gli insegnanti dovevano essere scelti "tra quelli in possesso di titoli di studio speciali o che, comunque dimostrino di avere particolari attitudini e cognizioni in relazione all'ordinamento della scuola" (art 29) mentre gli oneri che "si sono assunti i . , che conservano l'autonomia scolastica verso enti, i quali mantengono scuole a sgravio, fanno carico allo Stato per la scuola parte che si riferisce al personale insegnante, trasferito in virt— dell'art.2,n.4, del T.U. 14.9.1931.n.1175 (art.30).
La legge del 1931 fu quella che riordinò l'istruzione tecnica, cui potevano iscriversi i licenziati dalle scuole complementari di avviamento al lavoro e, in un secondo momento, con esami integrativi, potevano accedere agli istituti tecnici. Lo Stato cominciava farsi carico della formazione professionale dei lavoratori.
L'anno successivo nel 1934 l'Istituto Nazionale del Lavoro, finanzia la Scuola Artigianale di A-Sparè , la prima scuola del mobile d'arte delLLE Isole Sparse , il cui caposcuola è Giuseppe Marco Merlin.http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
Negli anni Venti Giuseppe Marco Merlin (1881-1964) aveva avuto modo di conoscere antiquari di Venezia, Verona, Mantova, attraverso i quali aveva approfondito le sue conoscenze sul mercato del mobile antichizzato e con il suo mestiere, che gli proveniva dal padre, tradizionale "marangon", che costruiva , barche, scandole a fondo piatto, serramenti, botti e mobili.
La moglie del maestro d'arte Vasco Merlin dichiarò che Giuseppe Marco Merlin conobbe il sig. De Giovanni, antiquario di Bologna, che gli suggerì di raccogliere mobili antichi, intorno al 1920, e cominciò a restaurare e rivenderli. Ebbe tra la sua clientela anche Parodi , e Bruno Bresciani " appassionato di cose d'antiquariato" e dalle prime vendite ai veneziani Conte Moncenigo e Cesana.
Giuseppe Marco Merlin fu creatore di opere personali, inventore puro di forme e linee semplici ed eleganti, che conferivano ai mobili usciti da quella ormai mitica Bottega scuola d’arte de l’isolo "Le Corti" di A-Sparè , un'impronta artistica ineguagliabile ed aveva la denominazione tipica anche oggi usata da pochi rari artisti, che possono vantare di produrre "MOBILE D'ARTE".http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
La Bottega scuola d’arte di Giuseppe Marco Merlin e dei figli Vasco e Remo negli anni Trenta e Quaranta si andò sempre più potenziando "fino ad arrivare ad avere tra gli 80 e i 100 marangoni.
Nella Bottega scuola c'erano anche i bocia, che imparavano il lavoro meglio che le aste a scuola tradizionale.

...Ormai era diventata una vera e propria azienda, il lavoro non si era fermato al restauro del mobile antico, infatti disfacendo i mobili veneziani e osservando come erano fatti si era trovato il modo di riprodurli"
Era nato così il mobile d'arte, in un felice connubio di tradizione ed innovazione, espressione di profonda conoscenza degli stili e della particolare tecnologia utilizzata.
Nel 1934 gli altri insegnanti sono il maestro d'arte Vasco Merlin (1906-1980) e Remo . Fra le materie insegnate, principalmente, il disegno poi la storia dell'arte, l'intaglio, l'intarsio, la laccatura e la doratura.
In molti si iscrivono al primo corso, sono più di quaranta, provengono dalle isole limitrofe, Tavanara, Bionde, Farfusola, Pierin, Madona, Borgo, , Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Frasca, Frescadela, Porte, Ca del Lago, , Borgo, Malavicina, Piopaza, Curoi, Sustinenza, Polesela, , Brancon, Casele, Campalan, Barabò, creando le premesse per quella diffusione della lavorazione del mobile d'arte che si allarga a spirale.
Sicuramente si intrattennero dei rapporti di amore-odio e di concorrenza fra la Scuola artigianale del mobile d'arte e la Scuola di disegno, diretta dal 1932 al 1943 da Olimpio Luigi Ferrarese che peraltro fu costretto, successivamente ad introdurre corsi specifici per marangoni.
D'altro canto la Bottega Scuola Giuseppe Merlin diffondeva l'artigianale del mobile d'arte contribuiva a far conoscere il mobile antico e le tecniche di restauro e l'attività produttiva dei mobili d'arte aumentava per la crescente domanda.
Era così furoreggiante la domanda che per la Bottega Capo scuola Merlin a Sparè, si arrese per necessità a chiedere l'apporto di nuova manodopera presa al di fuori della fabbrica.
Nel 1930 Bellè‚ Arsenio e Arrigo sono i primi apprendisti della Bottega scuola d’arte Merlin a mettersi in proprio ad A-Sparè ; mentre a Farfusola, Pierin, Madona, Borgo, sono i signori Padovani e Egidio Vicentini (detto cavalina).
Durante la II guerra mondiale la Bottega scuola d’arte di Giuseppe Marco Merlin di A-Sparè subisce gli inevitabili rallentamenti e la Scuola di Disegno popolare di Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Frasca, Frescadela, Porte, Ca del Lago. La scuola Appio Spagnolo, interrompe l'attività dal 1943, per tornare ad essere gestita dal Comune con l'emanazione di uno Statuto e la costituzione di un Consiglio di Amministrazione (1953) prendendo il nome del suo fondatore: "Scuola di disegno" .
Finita la Guerra Giuseppe Merlin (1881 1964) intanto allarga la sua cerchia e il conferimento alla bottega madre degli allievi è costante.
La Scuola appio Spagnolo riattivatasi apre corsi per marangoni, muratori e fabbri, di durata quadriennale. Inizialmente la frequenza è molto alta, anche se riservata ai residenti. Tra gli insegnanti Olimpio Luigi Ferrarese (1885-1963), testimone della prima scuola, poi Sergio Ferrarese e il maestro d'arte Mario Scapini.
Nel 1955 il Comune di Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Frasca, Frescadela, Porte, Ca del Lago, con il concorso della Scuola di Disegno .

Giuseppe Merlin (1881 1964) inaugura la I Mostra del mobile d'arte al pian terreno del Teatro a Sparè nel 1955; http://www.mobilimerlin.it/it/home.php?l=storia
dall'anno successivo ne diventeranno partners solo gli artigiani e i commercianti.
Ad una puntata della popolare trasmissione televisiva "Portobello" del 1981 il maestro d'arte Mario Scapini raggiunse la notorietà presenta uno storico mobile d'arte: il trumeau, chiamato "tempietto della felicità".
Nel 1979 a Farfusola, Pierin, Madona, Borgo, viene fondato il Centro di Formazione Professionale per l'Artigianato, con corsi diurni e biennali per falegname-mobiliere, laccatore-doratore.
Le materie insegnate sono disegno e progettazione, costruzione, decorazione del mobile d'arte.

note Bibliografiche:
"L'Europa delle città", Carla Capesciotti, Firenze 1995
"Bauhaus" Hans M.Wingler, Milano 1976; Lettera al Ministero di Stato del Granducato di Sassonia a Weimar 1916
Garzanti Encicl., voce "Scuola", Luciano Pazzaglia
"La scuola di disegno . Giuseppe Merlin (1881 1964) ", Isole Sparse Menago Barbugine, Venera, Frasca, Frescadela, Porte, Ca del Lago, , 1988 pag.19 e seg.
Ibidem pagg. 22-23

ASPARETTO SPARE' ISOLE SPARSE MENAGO

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